E' il 9 settembre 1991 quando al grido di "Ma come è bello qui, ma come è grande qui...", in diretta dallo Studio 1 del Centro Palatino in Roma, va in onda su Canale 5, la prima puntata di "Non è la Rai", programma firmato da Gianni Boncompagni (reduce dal successo di quattro edizioni di "Domenica in" su Raiuno), coadiuvato da Irene Ghergo e dal maestro Paolo Ormi per la parte musicale.Lo Show rappresenta una tappa importante per le reti Fininvest: dopo vari esperimenti infatti,"Non è la Rai" è il primo programma che va in diretta quotidianamente, diretta ottenuta in quell'anno dalle reti private. La conduzione è affidata ad Enrica Bonaccorti contornata da un’ottantina diragazze, molte delle quali provenienti proprio dalle fila delle "ragazze pon pon" di "Domenica in".
Altre arrivano dalla trasmissione di Canale 5 "Cos'è Cos'é", in particolare la pepata Antonella Elia (già spalla di Corrado ne "La corrida"), che, con la mora Yvonne Sciò (giovane attrice, nota per il famoso tormentone “Mi ami? E quanto mi ami?” di uno spot Sip), aiutano la Bonaccorti nella conduzione dei giochi telefonici. Completano il gruppo le due piccole mascotte: la mora Martina Melli e la bionda Michela Ilardo. La scenografia dello studio è basata sulle quattro stagioni dell’anno, al centro una grande pedana e nell’angolo dedicato alla stagione estiva la mitica piscina. La pedana successivamente verrà ingrandita, per poi essere eliminata. La formula del programma è molto semplice, basata su giochini telefonici tra i quali quello riservato ai bambini, che Yvonne Sciò è solita condurre con un fiore tra i capelli, e il mitico cruciverbone,ereditato da “Domenica in”, davanti al quale le ragazze più in vista si contendono i favori del pubblico.
Inizialmente tale ruolo spetta ad Antonella Elia che verrà poi affiancata da Miriana Trevisan per poi essere entrambe sostituite da Laura Freddi. Già dalla prima settimana della messa in onda, gli ascolti sono ottimi pur essendo trasmesso in una fascia oraria critica ovvero quella tra le 12 e le 14.30. Gli autori capiscono che, anche se indirizzato prevalentemente ad un pubblico di casalinghe, il target individuato dalla rete è tutt’altro ed un chiaro segno di ciò era il sempre cresc ente numero di ragazzini, che iniziavano ad assidiare i cancelli del Centro Palatino. Durante l’intera stagione, vengono mandati in onda quattro speciali in prima serata: “Capodanno con Canale 5” e “Speciale Carnevale” condotti entrambi da
Enrica Bonaccorti, “Serata d’amore per San Valentino” condotto da Gerry Scotti e lo speciale “La notte della bellezza” condotta da Fabio Testi.
Nel mese di aprile si conclude il restyling dell’intero programma: delle stagioni che compongono la scenografia rimane solo quella estiva con al centro la piscina, intorno alla quale le ragazze cantano e ballano in modo spensierato. Proprio le ragazze che a inizio stagione erano relegate al ruolo di scenografia assumono un ruolo più centrale, vengono rinvigorite da un’iniezione di trenta volti nuovi, anche in sostituzione di alcune che nel corso dell’anno avevano abbandonato il programma, arrivando a circa 100. Si fa in modo che il telespettatore da casa individui nel gruppo la propria preferita, anche attraverso i giochi, come accade in quello del “Sette e mezzo” condotto da Antonella Elia e la piccola Martina, dove quaranta ragazze con altrettante carte condizionano
chi chiama da casa, la scelta delle proprie carte in base alla propria beniamina, che quasi sempre risponde al nome di Ilaria Galassi, Samantha Dell'Acqua, Roberta Carrano, Cristina Quaranta, Gaia Camossi, Eleonora Cecere, Angela Di Cosimo, Francesca Pettinelli, Pamela Petrarolo. Tra un cambiamento e l’altro, diviene sempre maggiore il numero delle esibizioni: oltre alla gara “Bionde contro more”, le ragazze hanno la possibilità di cantare, chi con la proprio voce come Valentina Ducros, Elena Moretti, Sabrina Marinangeli e Claudia Gerini, chi con voce prestata: sarà questo un fenomeno abbastanza frequente anche nelle successive edizioni; in sostanza le ragazze fingono di cantare canzoni che in realtà vengono incise da bravissime cantanti professioniste.
Iniziano ad uscire i primi articoli di giornale che le riguardano, compaiono le prime scritte sui muri e le lettere a loro indirizzate aumentano di giorno in giorno, tutto in un ritmo sempre crescente fino al 27 giugno, giorno in cui il sipario cala sulla prima edizione. Gli ottimi risultati ottenuti vengono festeggiati a telecare spente con un toga party, in un noto locale romano, a cui prendono parte il regista, tutta la produzione e l’intero cast. Per tutto il periodo estivo la rete manda in onda “Non è la Rai estate”, dove vengono riproposti i momenti più divertenti dell’edizione che si è appena conclusa, per l’occasione viene anche riregistrata la sigla, non più incentrata sulle stagioni, ma con protagoniste la conduttrice circondata dall’intero gruppo di ragazze.
In pochi mesi è nato il fenomeno della tv degli anni novanta: “Le ragazze di Non è la Rai”!
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